Canone RAI anche su cellulari e PC: scoppia la sommossa sul web


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Canone RAI anche su cellulari e PC: scoppia la sommossa su webUna sommossa tutt’altro che silenziosa si leva dal web da Twitter e Facebook – e non solo – per protestare contro la RAI che pretenderebbe un ulteriore canone da imprenditori e liberi professionisti, e più in generale a chiunque abbia una partita IVA, nel caso di possesso di un PC con connessione ad interntet, di smartphone o di tablet. La RAI interpretando alla lettera l’attualissimo regio decreto legge n. 246 del 21/02/1938 – si avete letto bene del 1938 – intende far pagare a oltre 5 milioni di partite IVA il canone RAI, per 

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un gettito economico di circa 1 miliardo di euro, che magicamente fluirebbero nelle casse della televisione di stato.

Politici e associazioni a tutela dei consumatori insorgono e bocciano all’unisono l’efferata richiesta di mamma RAI, in quanto la pressione fiscale in Italia è già di per sé ai massimi, ed inoltre sarebbe proprio una vergogna richiedere il doppio pagamento del canone RAI, per tutti coloro che già lo pagano a gennaio di ogni anno: l’infondatezza della pretesa è messa in evidenza da Felice Belisario – Italia dei Valori – che riassumendo in poche parole il pensiero di molti italiani, esprime difficoltà a pensare che professionisti ed imprenditori utilizzino i loro strumenti di lavoro per guardare in streaming Sanremo.

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Fonti:  
Foto credits: Sarah Reid

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