Autovelox, in che modo funzionano davvero e come fanno a “coglierci in fallo”? Perché è importante saperlo

Gli autovelox riescono a fornire una più seria gestione del traffico ma come funzionano? Ecco perché possono “coglierci in fallo”.

Fin dal primo apparecchio installato su strada gli autovelox hanno sempre più cambiato il modo di guidare degli automobilisti italiani. Quest’ultimi sono molto preoccupati dall’attività degli autovelox, questo perché il numero di multe generate da questi dispositivi è sempre più alto.

Autovelox come funzionano
È importante sapere come funzionano gli autovelox – News.NotizieFlash.com

Gli autovelox riescono a registrare la velocità istantanea di qualsiasi veicolo che circola sulla strada in cui è installato. Quanto vediamo oggi non è altro che l’evoluzione del primo dispositivo nato in Germania alla fine degli anni cinquanta. All’epoca il sistema funzionava con le onde elettromagnetiche ed era molto complicato. Oggi invece conosciamo una versione brevettata negli anni settanta dall’ingegnere fiorentino Fiorello Sodi.

Il sistema ideato dall’ingegnere fiorentino si presentava molto meno complicato e basato su dei sensori di pressione posti ad una certa distanza tra loro. In questo modo si riusciva ad avere una misurazione istantanea della velocità del mezzo. Con il tempo risultano sempre più efficaci ed è per questo motivo che bisogna capire come funzionano così da evitare sanzioni a sorpresa.

Come funzionano gli autovelox

Lo sviluppo tecnologico ha portato la possibilità di avere sulle strade italiane e del mondo diversi tipi di autovelox. Questi si classificano in base al loro funzionamento, si va da quelli che rilevano la velocità istantanea fino a quelli che rilevano la velocità media in un tratto di strada (i Tutor).

Come funzionano gli autovelox
Come evitare multe a sorpresa quando si è alla guida – News.NotizieFlash.com

Gli autovelox più riscontrabili in strada sono definiti “spazio/tempo” e possono essere sia mobili che fissi. Questi apparecchi funzionano tramite due fotocellule laser che si trovano all’interno e sono posizionate in modo parallelo tra loro. Il dispositivo si va ad attivare quando la parte anteriore del veicolo attraversa il primo fascio laser, da lì parte un cronometro che si ferma appena il mezzo oltrepassa il secondo fascio laser.

Questo passaggio conduce l’autovelox a procedere alla registrazione dei dati che vengono inviati ad un PC. Il computer calcola la velocità del veicolo sapendo già la distanza tra i fasci laser utilizzando la formula: Velocità = Spazio/Tempo. Qualora la velocità registrata fosse superiore al limite di velocità, l’autovelox procederebbe a scattare una foto in cui la targa del veicolo risulti ben visibile.

Gli autovelox sono soggetti ad una percentuale di errore ed è per questo che l’ordinamento italiano prevede una soglia di tolleranza. Il Codice della Strada stabilisce un piccolo margine in percentuale. In Italia si applica una riduzione del 5% sul valore complessivo di 100 Km/h, che diventa 5 Km/h. Quindi tecnicamente se su una strada vige il limite di 50 Km/h e la tolleranza è di 5 Km/h, si può viaggiare senza ricevere sanzioni ad una velocità di 55 Km/h.

Impostazioni privacy